Cos'è il "Bene"? Riusciamo a definirlo senza ricorrere a categorie morali trascendenti? Il ragionamento ci porta alla valutazione: la valutazione è "Bene"? E' buona in sé come alcuni autori affermano. Forse usare meno categorie morali e relativizzare di più la valutazione potrebbe essere utile...
Portolano


Cosa distingue il buon valutatore da quello mediocre? Tre semplici regole ad uso dei committenti.
La (ipotetica) irriducibilità di qualità e quantità aprirebbe una breccia ulteriore al tema dell'irriducibilità delle tecniche, su cui ho dedicato note qualche tempo fa. Qui propongo una riflessione veloce - un po' estiva - su questo complesso e affascinante tema, concludendo, come necessario, con un riferimento ai
Un concetto interessante, quello di "punteggiatura" nella pragmatica della comunicazione, applicato alla sintesi realista di Pawson, con un ruolo più importante da far assumere ai Contesti e gli sviluppi che conseguono con l'intervento dei "moderator" di Dahler-Larsen. Insomma: una nota un po' complicata e forse troppo breve...
Una piccola e preliminare riflessione sul formarsi, anche in Italia, di gruppi di valutatori caratterizzati teoricamente e metodologicamente e, perfino, di vere e proprie "scuole". Un segno di maturità.
Attenzione alle parole, non sono indifferenti. Non lo sono nella nostra vita quotidiana e a maggior ragione non lo sono nella nostra attività di valutatori. Il linguaggio stereotipato è nemico della valutazione.
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