Un altro modo per codificare le domande di questionario a risposta multipla. Con un piccolo investimento di tempo prima di imputare i dati, e uno sforzo creativo che sarà poi compensato in sede di analisi, possiamo trovare delle sintesi logiche da collocare in matrice con risparmio di campi e ottimi risultati.
Nella nota precedente vi ho descritto un modo per codificare e imputare in matrice le domande a risposta multipla basato sul codice binario, che probabilmente vi è sembrato interessante ma poco praticabile, se non altro per la sua complicazione esponenziale (gestire lunghe liste con molte possibilità di risposta diventa, effettivamente, quasi impraticabile). Naturalmente si può utilizzare la procedura accennata a suo tempo nella vecchia nota Elaborare un questionario (lo ricordo: intendere ogni risposta – della domanda a risposte multiple – come se fosse una domanda specifica con risposta Sì/No, ovvero: Sì questa risposta è stata data, e quindi codice in matrice = 1, oppure No, questa risposta non è stata data, e quindi codice in matrice = 0; ciò implica occupare tanti campi quante sono le possibili risposte) ma abbiamo ancora una diversa possibilità, che perde informazione ma che occupa un solo campo in matrice (o un paio, come vedremo). Questo sistema è intermedio ai due precedenti perché se è vero che perde informazione non ne perde tanta quanto lo scorporo delle risposte e il loro trattamento come domande Sì/No (che rappresenta il totale fallimento della multipla), mentre la necessità di un’analisi preliminare prefigura in qualche modo l’analisi che in ogni caso il ricercatore farebbe successivamente.
Per farvi capire riprendo l’esempio della nota precedente, una multipla relativa agli elettrodomestici e apparecchi elettronici posseduti; per semplificare il discorso immagino una lista molto più ridotta di quanto sarebbe in realtà possibile:
Domanda n° #: Le proponiamo ora una lista di apparecchi elettrici ed elettronici che lei potrebbe possedere. La preghiamo di scorrerla attentamente e spuntare le apparecchiature da lei possedute al momento:
[ ] Forno a microonde
[ ] Fornetto elettrico di piccole dimensioni
[ ] Frigorifero senza congelatore
[ ] Frigorifero con congelatore
[ ] Congelatore (indipendente da altro frigorifero)
[ ] Radiosveglia
[ ] Condizionatore d’aria fisso
[ ] Condizionatore d’aria mobile
[ ] Televisore tradizionale (no plasma, no Blue Ray, no HD)
[ ] Televisore al plasma, Blue Ray o HD
[ ] TV satellitare
[ ] iPod o altro apparecchio analogo per ascolto file PM3 e simili
[ ] iPad
[ ] Computer fisso
[ ] Computer portatile
Capite da voi che ho stilato questo elenco un po’ in fretta e in maniera molto incompleta, ma per capirsi non ha alcuna importanza. Questo elenco è composto da quindici risposte alle quali gli intervistati possono rispondere come credono: qualcuno (improbabile ma possibile) può dichiarare di non possedere alcuno di questi strumenti, qualcuno molto consumista li ha tutti, la maggior parte degli intervistati ne ha diversi, e diversamente assortiti. Come codificare in matrice?
Se il ricercatore ha già chiaro in mente il mandato generale della sua ricerca, e nello specifico il significato di questa domanda (ciò è fondamentale: la codifica che stiamo per vedere deve essere fatta alla luce di questa chiara consapevolezza) può immaginare una o più “chiusura” di tipo logico-semantico che qui esemplifico:
Prima ipotesi di codifica:
1) apparecchi tradizionali, vecchie tecnologie (forno elettrico, frigoriferi di ogni tipo, radiosveglia, televisore tradizionale…)
2) apparecchi innovativi (microonde, televisore al plasma, iPod…)
Seconda ipotesi di codifica:
1) apparecchi per l’uso domestico quotidiano (forni, frigoriferi, computer fissi…)
2) apparecchi per la comunicazione e la multimedialità (televisioni – tutti i tipi – iPad, iPod…)
Terza ipotesi di codifica:
1) apparecchi dal costo medio di mercato entro gli n Euro
2) apparecchi che costano da n+1 fino a m Euro
3) apparecchi dal costo di oltre m Euro
Vi prego di non concentrarvi sulla mia attribuzione di risposte a questa o quella sintesi (voglio dire: forse il microonde non è una tecnologia innovativa, nella prima ipotesi; forse il computer non è di “uso domestico quotidiano” nella seconda ipotesi… Quello che importa è il metodo, e come abbiamo visto in altre note del portolano dedicate alle classificazioni non ce n’è una giusta, e ogni classificazione ha un senso se presieduta da logiche argomentate).
Per realizzare bene questo tipo di codifica occorre fare prima uno spoglio dei questionari, in modo che la realtà delle risposte (alla luce, ripeto, delle ipotesi della ricerca, del mandato valutativo, e così via) vi istruisca adeguatamente suggerendovi codifiche possibili, oltre che pertinenti.
Sì, si perde informazione; dopo non potrò più sapere chi aveva il TV al plasma, né quanti lo possiedono, ma in un grande numero di casi questo non serve e, dopo, la massa di informazioni puntuali verrebbero in ogni caso ricondotte a macro-categorie. In questo approccio si realizza subito, in fase di codifica, tale analisi, si chiude subito la domanda, e si prepara in matrice un dato già elaborabile (per cercare ogni correlazione con altre variabili).
Nulla osta che si propongano in matrice più sintesi (in altrettanti campi della matrice) oppure che si aggiunga questo metodo alla codifica di ciascun elemento (come già suggerito). In quest’ultimo modo avremo sia la possibilità di quantificare i singoli elementi, sia la sintesi interpretativa.
Buone matrici.


Urbino 2004/12
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