I libri letti a Febbraio: comprensione multiculturale dei migranti; problemi connessi alla disseminazione della valutazione; un modello per la valutazione degli apprendimenti; la valutazione universitaria. Buone letture!
L’amico Antonio Mancini mi ha mandato il suo ultimo lavoro: con Alberto Tarozzi, Fenomeni migratori e integrazione sociale, L’Harmattan Italia, Torino 2009. Il volume è edito nella collana Métissage, dedicata ai problemi dell’immigrazione, della cooperazione e della comprensione di quello che chiamiamo “Terzo Mondo”. Pregio di questo volume di Mancini e Tarozzi è l’approccio multidisciplinare e, ancor più , multiprofessionale; nei diversi saggi inclusi, di autori diversi, si tratta infatti di salute e problemi sanitari, di comunicazione sociale interculturale, di mercato del lavoro e di impiego degli immigrati in un’epoca di “vacche magre”, come titola anche Tarozzi nell’Introduzione. Nel complesso un lavoro utile anche per operatori di servizi che – visti i fatti recenti di Rosarno, solo per indicare i più eclatanti – sempre più urgentemente necessitano di punti di riferimento.
So di ripetermi: New Directions for Evaluation è la rivista valutativa che prediligo. Trimestrale dell’Associazione Americana (assieme al Journal) è composta da piccoli volumetti monotematici di circa 100 pagine e, come titola la collana, si tratta sempre di temi nuovi, innovativi, di nicchia; New Directions anticipa spesso le correnti, le idee e le proposte metodologiche destinate a diventare oggetto di attenzione globale e si presenta, canonicamente, come volume collettaneo con un saggio introduttivo e di inquadramento generale, con una serie di casi empirici o di specificazioni settoriali e infine con una conclusione che aiuta a tematizzare i concetti presentati. Molti numeri sono – ahimé! – ancora distanti dalla sensibilità e dall’agenda europea ma in diversi altri casi, semmai al prezzo di un piccolo sforzo da parte nostra, sono ben applicabili ai nostri contesti, o quanto meno sono in grado di suggerire spunti utili.
E’ il caso dell’ultimo numero (il 124, Winter 2009); a cura di Judith M. Ottoson e Penelope Hawe, Knowledge Utilization, Diffusion, Implementation, Transfer, and Traslation: Implication for Evaluation, Jossey-Bass, San Francisco, CA, 2009 (Jossey-Bass è da un paio d’anni parte del colosso Wiley Periodicals). Le curatrici partono dall’idea che esistono differenti “teorie” (attenzione all’uso anglosassone – e segnatamente in valutazione – di questo termine) relativamente alla possibile valutazione dei risultati delle politiche pubbliche: si tratta di “teorie-in-azione” distinguibili in cinque specie: i) l’utilizzo della conoscenza prodotta, che ha a che fare quindi con i principali stakeholder della politica; ii) la diffusione, in particolare dell’innovazione, che riguarda quindi i processo comunicativi attraverso i quali essa arriva ai destinatari opportuni; iii) l’implementazione (dei risultati), che ha a che fare con l’amministrazione; iv) il trasferimento, termine riservato in particolare alla scienza e alla tecnologia, e infine v) la “traduzione” (translation) che ha a che fare col linguaggio e con le comunità di riferimento. Attraverso tale schema sono proposti cinque casi di studio specifici.
A me sembra interessante anche e soprattutto perché il tema è presentissimo – sia pure con altri termini e in maniera più superficiale – in una molteplicità di progetti e programmi europei dei quali si chiede, immancabilmente, di precisare le modalità di disseminazione, uso, trasferibilità e così via, che sono i riferimenti europei a questi stessi temi. Da leggere.
A cura di Gian Franco Lucini e Massimo Fraschini, Valutazione degli apprendimenti in Regione Lombardia, Guerini e Associati, Milano 2009. Il volumetto (appena un centinaio di pagine) esce nella collana “Esperienze e metodi” promossa dalla regione Lombardia, e ha una caratteristica interessante, tanto da indurmi a segnalarvelo: è metodologicamente in chiaro, cosa tanto rara in Italia che ogni volta mi stupisco. Di per sé si tratta di poca cosa, difficilmente interessante per chi non si occupa di questo, oppure se ne occupa fuori della Lombardia: la valutazione dell’apprendimento su un’ampia popolazione di studenti lombardi attraverso l’analisi delle risposte a test scritti di italiano e matematica. L’analisi – sostanzialmente di tipo statistico, è piuttosto interessante in quanto a costruzione del test, sua analisi ed elaborazione. Proprio perché tutto chiaramente spiegato questo volumetto può essere interessante anche al di fuori della Lombardia, e non necessariamente solo per valutatori degli apprendimenti.
In ritardo segnalo infine il volume curato da Vincenza Capursi e Giulio Ghellini, Dottor Divago. Discernere, valutare e governare la nuova università, edito nella collana AIV presso Franco Angeli nel 2008. Si tratta di un volume collettaneo, parte tratto da materiali di un seminario e parti aggiunti successivamente (rendendo il volume meno agevole nella sua eventuale linearità argomentativa), scritto prevalentemente da statistici sul tema della valutazione universitaria e della ricerca scientifica; il volume spazia da temi generali (la perorazione della necessità di una valutazione delle politiche universitarie) a molto specifici (modelli statistici per la valutazione della didattica in un caso di studio), con la presentazione anche di proposte straniere, e rappresenta indubbiamente un volume di grande interesse per chi si occupa, nello specifico, di questo tema.


Libri letti 2009
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