Per uno Stato, nulla c’è di peggio d’un monarca assoluto, ché il primato non spetta a leggi valide per tutti, ma un uomo solo impera, che s’è fatto lui per sé la sua legge, e l’uguaglianza in questo modo non c’è più. Se esistono leggi scritte, eguaglianza di diritti ha il ricco come il povero. E i più deboli hanno di che rispondere al potente, se oltraggiati, alla pari, e l’inferiore, quand’ha ragione, vince anche il più forte. […] Inoltre, quando il popolo è sovrano, gode della riserva sempre viva dei giovani: la cosa che un sovrano odia di più, sentendoli nemici; i migliori, che stima intelligenti, li ammazza, perché teme pel potere. E come sarà mai forte uno Stato, ove taluno, come spighe in prati di primavera, strappi e svella audacie giovanili? perché mai procurarsi mezzi di vita e agi per i figli, se tutte le risorse faticate vanno al tiranno? A che allevare in casa con tanta cura delle figlie vergini, se poi saranno oggetto di piacere per i tiranni, a loro posta, e oggetto di pianto a chi le alleva?
Euripide, Supplici
[per un commento a questa epigrafe, che ci terrà compagnia per tutto l'inverno, si veda la nota Il concetto di Democrazia e il ruolo della valutazione nella sezione "Portolano"]


In seguito ad alcune cortesi domande di un collega ho riflettuto nuovamente sulla customer satisfaction. Una pratica interessante per la valutazione ma da non enfatizzare e, specialmente, da realizzare con cautela a causa di alcuni limiti da non sottovalutare.
Fra i molti libri e riviste usciti recentemente ho potuto leggerne alcuni - complici le vacanze di Natale e Capodanno - interessanti e importanti.
Il Call for paper del prossimo Congresso AIV propone anche il tema delle tecniche valutative di gruppo che producono risultati "formalizzati"; cosa vuole dire? Facendoci aiutare da Rita Bichi vediamo di approfondire un po' il tema.
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